Gli 8 siti patrimonio UNESCO del Piemonte

Gli 8 siti patrimonio UNESCO del Piemonte

Il Piemonte è una delle regioni più importanti della penisola italiana. Una terra ricca di storia e di cultura, come testimoniano i suoi mille monumenti.

Ma il Piemonte è anche una terra di straordinaria bellezza paesaggistica e naturale, tanto che qui è possibile trovare ben 4 siti Patrimonio Mondiale Unesco e 4 siti Patrimonio Mondiale! Allora cosa aspetti a seguirci nel nostro viaggio avventuroso nelle 8 meraviglie del Piemonte?

1. Residenze Sabaude

Candidate come Patrimonio Mondiale nel 1995, le Residenze Sabaude disseminate in Piemonte sono stati suddivise in 5 gruppi, a seconda dello scopo per il quale sono stati concepiti: i Palazzi del Potere, la Passione per le Arti, la Vita di Corte, le Regie Villeggiature e la Devozione. Ben 14 di queste residenze si trovano nel capoluogo Torino. Tra questi sono da citare  Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano e Villa della Regina. Tra i Palazzi fuori Torino invece ricordiamo la Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli e la Palazzina di Caccia di Stupinigi.

2. Sacri Monti di Piemonte e Lombardia

Inserito nella Lista del Patrimonio UNESCO nel 2003, i Sacri Monti Piemontesi fanno riferimento a sette vette: Sacro Monte o “Nuova Gerusalemme” a Varallo, Sacro Monte di San Francesco a Orta San Giulio, Sacro Monte di Santa Maria Assunta a Serralunga di Crea, Sacro Monte della Beata Vergine di Oropa a Biella, Sacro Monte di Belmonte a Valperga, Sacro Monte della Santissima Trinità a Ghiffa e Sacro Monte Calvario a Domodossola.

3. Siti palafitticoli dell’arco alpino

Questo sito comprende tutte le aree di interesse geologico disseminate lungo l’arco alpino. Di questi, due si trovano in Piemonte:  il sito di Azeglio (Lago di Viverone) e il sito di Mercurago, nel Parco dei Lagoni di Mercurago (vicino ad Arona), estremamente rappresentativi delle culture risalenti al periodo compreso tra il Neolitico e l’età del bronzo.

4. Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato

Non stupisce che gli idilliaci paesaggi bucolici piemontesi siano stati proclamati Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2016. Si tratta di un’area che comprende 10.000 ettari e suddivisa in sei aree di interesse: Langa del Barolo, colline del Barbaresco, castello Grinzane-Cavour, Canelli, Nizza Monferrato e Monferrato degli Infernot. (scopri qui i borghi e i vini del Monferrato)

5. Cittadella di Alessandria

In pochi conoscono questa splendida fortezza realizzata dai Savoia dall’inconfondibile pianta a stella. Realizzata nel Seicento sulle sponde del fiume Tanaro, è uno dei migliori esempi europei di fortezza ancora inserita nel suo ambiente originario. Molti gli edifici presenti che potrete visitare come l’arsenale e le prigioni che ospitarono Giuseppe Garibaldi nel 1867. Da visitare è la cella di Andrea Vochieri.

6. Bacini del lago Maggiore e del lago d’Orta

Tra le province di Novara e Verbania, i bacini del lago Maggiore e del lago d’Orta richiamano ogni anno folle di turisti. Nel patrimonio UNESCO rientrano anche le isole dei due laghi e le ville e i palazzi presenti lungo le coste e nell’area circostante i bacini lacustri. Molte di queste ville, edificate dalle aristocrazie, sono splendidamente decorate con marmi e affreschi.

7. Ivrea, città industriale del XX secolo

Ivrea ha il merito di rappresentare un modello alternativo di sviluppo industriale, promosso dal Movimento Comunità, fondato a Ivrea nel 1947 da Adriano Olivetti. La filosofia di questo movimento proponeva un modello economico basato sulle relazioni tra lavoratori e comunità delle imprese, con un’attenta attività di pianificazione e l’attuazione di politiche sociali innovative.

8. La Sacra di San Michele

Uno dei luoghi più enigmatici e affascinanti del Piemonte è la Sacra di San Michele, costruita tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo sul monte Pirchiriano, in Val di Susa (comune di Sant’Ambrogio di Torino). Le principali attrazioni della Sacra di San Michele sono la Foresteria, la Chiesa Nuova, la Torre Bell’Alda e il Nuovo Monastero. La Sacra, come sottolineato dal sito ufficiale UNESCO, è un esempio significativo di come l’arte romanica  abbia saputo adattarsi al paesaggio alpino.

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