Ricetto di Candelo, un viaggio nel medioevo

Ci sono luoghi nei quali la passione e l’amore che i loro abitanti hanno messo nelle costruzioni, nel duro lavoro, nelle realizzazioni delle opere restano immutati nel tempo. Aleggiano tra le case, nelle piazze, tra le mura, nelle vie e continuano a irrorare di “buon esempio” gli attuali abitanti ed a fare sentire la loro presenza ai turisti.

Uno di questi luoghi si trova in Piemonte è il Ricetto di Candelo, un concreto esempio di come fatica, ingegno, passione e amore possano riuscire a creare capolavori unici nel loro genere. Si perchè Ricetto di Candelo è un capolavoro. Simbolo di un mondo rurale che ormai non si trova più, simbolo dell’unità di una comunità che, con l’unione delle forze, è riuscita a creare uno dei esempio più emblematici di questa tipologia di struttura tipicamente medievale.

 

Ricetto di Candelo

 

Intanto vediamo cos’è e che funzione aveva il ricetto. Il ricetto era una sorta di bene comune, generalmente fortificata, che serviva sia per accumulare vivande che per riparo da attacchi esterni. Nel comune di Candelo il ricetto misura circa 13.000 metri quadri ed è attraversato da strade “rue” come dicono i francesi. La sua pianta è pentagonale, e nel suo spazio si trovano circa 200 cellule che sono oggi quasi tutte di proprietà privata.

E’ quasi completamente protetto da mura e torri agli angoli tranne che per il lato sud, che oggi è occupato dal palazzo comunale realizzato nel 1819 in stile neoclassico in netto contrasto con lo stile medievale del ricetto.
La sua ottima conservazione è frutto dell’utilizzo da parte dei contadini del luogo che fino a pochi anni fa utilizzavano questo luogo per produrre il vino e per conservare i prodotti della terra. Si è conservato grazie alla sua matrice contadina, infatti fino a pochi anni fa nelle “cellule” si faceva il vino e si mettevano al sicuro i prodotti della terra.

Visitare questo luogo magico significa addentrarsi in una realtà ormai rara da incontrare. Oltre la bellezza del posto qui ci sono diverse cose da vedere.

 

Ricetto di Candelo

 

La Chiesa di Santa Maria, la Sala delle cerimonie, sede delle principali esposizioni, l’Archivio storico, museo-sistema del territorio candelese incluse le cantine dell’Ecomuseo della vitivinicoltura (che fa parte dei Distretti del vino) e quelle destinate all’esposizione di collezioni e documenti che riportano dati storici e geografici riguardanti il territorio, botteghe d’arte, il Centro documentazione dei Ricetti in Europa, il Piccolo Museo delle cose di Cucina e Pasticceria che custodisce oggetti e attrezzature di utilizzo popolare del settore, un’importante biblioteca ed emeroteca sulla cultura gastronomica locale e piemontese, il Museo del paesaggio naturale e storico della vitivinicoltura.

 

Ricetto di Candelo

 

La cultura del luogo si ripercorre anche attraverso i prodotti del borgo come il salam ‘d l’ula, un salame sotto grasso o come i dolci croccanti del Ciavarin. Se si decide di visitare il Ricetto di Candelo si può considerare uno dei periodi nei quali si svolgono manifestazioni o eventi. Nel mese di Gennaio si celebra la Festa di S. Antonio con sfilata di cavalli e carrettieri, a Febbraio Marzo c’è il meraviglioso Carnevale Storico che celebra la controversia fa i candelesi e Sebastiano Ferrero; nel mese di Maggio ci sono i concerti di musica classica tra le strade del Ricetto; settembre si festeggia con esposizioni dei pittori del borgo e spettacoli di teatro, ad ottobre c’è l’evento Vinincontro dove si possono degustare specialità locali ascoltando musica popolare. In qualsiasi periodo dell’anno il denominatore comune è lo spirito magico che si respira in questo luogo.

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