Ogliastra mare: paesaggi e luoghi da scoprire

ogliastramareOgliastra mare. Stiamo parlando di spiagge meravigliose lambite da un mare di una limpidezza incredibile delle sue acque. Luoghi e siti prestigiosi sia sotto il profilo naturalistico che sotto quello di una gestione sostenibile del territorio, salvaguardia del paesaggio e servizi offerti nel pieno rispetto dell’ambiente.
Cala Mariolu (Baunei), il Lido di Orrì (Tortolì) e il Lido di Cea (Tortolì e Bari Sardo) sono spazi di mare che con i loro fondali e le loro grotte che si stagliano nel verde della macchia mediterranea, hanno fatto sì che l’Ogliastra mare fosse insignita di bandiere blu e di altri riconoscimenti.

Tra la varietà degli scenari della  costa ogliastrina  spiccano ancora Santa Maria Navarrese (Baunei) Tancau Lotzorai, Girasole, Porto Frailis (Tortolì), Marine di Bari Sardo Cardedu, Gairo e Tertenia. Un mare, un paesaggio, quello dell’Ogliastra che raccoglie natura e misteri avviluppati tra le sue grotte dove la foca monaca ha trovato il giusto habitat e i rapaci ancora oggi nidificano nel silenzio e nella quiete di un paesaggio quasi surreale.

Basta citare un sito per rendersi conto di quanta suggestione può regale il paesaggio di cui stiamo parlando: la Grotta del Fico. Ci troviamo tra le falesie calcaree del Golfo di Orosei, nella splendida muraglia calcarea della Costa di Baunei.
goloritzeLa grotta, situata tra le splendide spiagge di Cala Goloritzè, Ispuligidenie e Cala Biriola, è particolarmente importante per i numerosi sifoni collegati al mare da cui accedeva la Foca Monaca per poi riprodursi nelle spiaggette interne.

Camminando sulle passerelle lungo il letto di un antico fiume sotterraneo, ormai fossile, ci si immerge in un brusio di voci e canti suggestivi. Un’altra grotta, quella “del Bue Marino”, lunga cinque chilometri, ci condurrà tra stalattiti e stalagmiti che si specchiano in laghetti di acqua dolce e  spiaggette sabbiose.

L’Ogliastra  mare è ancora qualcosa di più, ai misteri del mare unisce quelli della terra, una terra gelosa della propria storia che nasconde paesaggi archeologici tutti da scoprire.

A breve distanza dalla spiaggia di Orrì, sorge il complesso archeologico di San Salvatore. Questo sito, denominato S’Ortali ‘e Su Monti , dà la possibilità di coniugare offerta turistico-ambientale e storico-archeologica.
Raggiungibile dalla Strada Statale 125 in direzione Barisardo-Cagliari, ci si immerge nella storia degli antichi sardi tra nuraghi, domus de janas, tombe del gigante e menhir. Siamo in piena età prenuragica e nuragica, tutto sussura di eventi e lotta per la sopravvivenza, grande onore dei morti e adorazione della natura.

biriolaVerso Baunei invece, in una vallata di origine basaltica, tra lecci e ginepri e profumo di mirto si apre l’Altopiano del Golgo, una miniera di testimonianze archeologiche a guardia del quale montano straordinari e severi nuraghi. .

L’altopiano del Golgo si raggiunge seguendo la strada asfaltata per la chiesetta di San Pietro,costruzione di piccole dimensioni che si erge in un sito dedicato un tempo a culti pagani, recintata e chiusa da un muretto esterno in pietra. Siamo nella  vallata del Golgo, che si estende a monte dell’abitato di Baunei, tra i diversi elementi che ricoprono un interesse ambientale e paesistico, si distingue appunto “Su Sterru“, chiamato anche “Voragine del Golgo”, la voragine più profonda d’Europa. L’imboccatura di forma svasata, ha un diametro di circa 25 metri, è formata da rocce grigie scure basaltiche. Esplorata per la prima volta nel 1957 si è presentata   non, come si credeva, la bocca di un vulcano ma di un enorme abisso carsico creato da normali fenomeni d’erosione e venuto alla luce quando lo strato di roccia basaltica che lo ricopriva non ha più retto il proprio peso ed è precipitata nel vuoto.

All’interno della  voragine del Golgo si trova una interessante fauna con specie uniche. La voragine o  meglio su sterru secondo gli studiosi era il luogo in cui venivano fatti precipitare nel vuoto gli anziani accompagnati dalle tristi “risate” dei figli in una maschera appunto di riso sardonico. Gli anziani in una società molto spesso nomade per via della pastorizia non “servivano” alla comunità, dunque il loro destino era questo.tancau

Nelle acque della fonte invece veniva officiata l’ordalia dell’acqua una sorta di giudizio divino a cui veniva sottoposto colui che era sospettato di un delitto. Si trattava di far bagnarecon l’acqua dedicata alla dea Madre gli occhi al presunto responsabile:qualora fosse sopraggiunta la cecità l’uomo era colpevole, se succedeva il contrario l’imputato era libero, perchè ritenuto innocente.

Ieratico nel paesaggio si staglia il  betilo antropomorfo del Golgo in basalto,unico in tutta la Sardegna sul quale è scolpito in rilievo un volto umano. Il betilo antropomorfo del Golgo si trovava in un villaggio preistorico, presente nelle vicinanze, da dove  stato portato davanti alla chiesa. Si ritiene che i betili antropomorfi non rappresentassero il simbolo della fertilità come i menhir isolati, ma fossero statue erette in onore di divinità o in ricordo di guerrieri o eroi defunti.

Questi alcuni misteri tra mare e entroterra dell’Ogliastra.

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