Le Grotte di Nettuno: una meraviglia a due passi da Alghero

grotte di nettuno

Ci sono scenari naturali, panorami mozzafiato, paesaggi spettacolari che, almeno una volta nella vita, bisognerebbe davvero ammirare, sapendo godere di tanta bellezza e struggente poesia che davvero certi luoghi emanano. Le Grotte di Nettuno, sono uno di questi posti, nei pressi di Alghero, in Sardegna, l’isola già di per se paradiso terrestre, ricca di angoli reconditi, più dei classici da turismo di massa, ancora più fantastici, e che non tutti conoscono.

La loro origine parte dalla preistoria: parecchie, infatti, sono le tracce, rapportabili addirittura al periodo Neolitico, rinvenute al loro interno, tanto da far pensare che le Grotte possono essersi create ben 2.000.000 di anni fa. Con tutta probabilità, gli uomini primitivi già le conoscevano e, persino, in base alle diverse esigenze, le utilizzavano.

Dove si trovano e come si presentano

Nel cuore del promontorio di Capo Caccia-Isola Piana, di cui è il fiore all’occhiello nell’area marina protetta, all’interno del parco di Porto Conte, si aprono gli inimmaginabili scenari del mondo sotterraneo delle Grotte di Nettuno, conosciute anche come Le Coves de Neptú (in catalano, lingua ancora in parte parlata sull’isola), scoperte nel XVIII secolo da un pescatore, che si estendono per circa 4 km, non totalmente visitabili da turisti e visitatori (circa 150.000 ogni anno), per motivi di sicurezza, percorribili però in tutta la loro ampiezza da speleologi, i soli a poter accedere agli anfratti più segreti e profondi.

Si tratta di una formazione cavernosa, a circa 24 km dalla città di Alghero, ricoperta da stalattiti e stalagmiti, le classiche stele di calcare che nascono dalla sommità e dalla pavimentazione delle grotte, tra le falesie a picco sullo splendido mare cristallino. Nell’interno di quelle che sono, senza tema di smentita, tra le più grandi cavità marine del nostro Paese, uno dei gioielli naturali inestimabili e più affascinanti del Mediterraneo, sono presenti delle vere e proprie sale di formazione calcarea, e, in un paesaggio fiabesco e quasi surreale, un ampio lago salato sotterraneo, e una spiaggia di sabbia bianchissima.  Un luogo decisamente suggestivo, e che fino a qualche decennio fa era stato scelto come proprio habitat ideale dalla foca monaca, uno dei mammiferi più ricercati al mondo, e che oggi è purtroppo assente dal complesso cavernoso sardo tanto che, sul finire degli anni ’80, furono avvistati gli ultimi esemplari.

L’accesso non è dei più semplici: suggestivo, ma sicuramente anche faticoso, l’ingresso a piedi, parte dalla sommità del promontorio di Capo Caccia che le sovrasta, e scende lungo “l’Escala del Cabirol”, la cosiddetta Scala del Capriolo (una denominazione che rende bene l’idea della sfida!), una scalinata panoramica di 656 gradini scavati nella roccia, che si susseguono sul costone occidentale sino all’imboccatura. Senza dubbio più comodamente, invece, si può decidere di giungere via mare, con imbarcazioni in partenza dal porto turistico di Alghero, in un’ora circa di navigazione, con i servizi della Linea Grotte Navisarda o Attilio Regolo, o un po’ più velocemente dal molo di cala Dragunara a Porto Conte, godendo, in questo caso, anche dell’impagabile spettacolo che offrono le pareti rocciose a picco sul mare, e degli splendidi scenari naturali della Riviera del Corallo. Il tragitto per mare consente anche di ammirare le suggestive scogliere di Capo Galera e di Punta Giglio, nonché la Punta del Capo Caccia. Una volta giunti all’ingresso delle grotte, si sbarca alla base dell’imponente falesia che si trova di fronte all’isola Foradada, (il cui nome significa forata, dal tunnel che la attraversa completamente, chiamato la Grotta dei Palombi), iniziando così quello che è il percorso visitabile dai turisti, poco meno di un km.

grotte di nettuno interno

Come si snodano e cosa offrono

Già dall’ingresso, la suggestione è palese: un passaggio coperto da vegetazione quasi impenetrabile, denso di stalattiti e stalagmiti, in un’atmosfera quasi lunare. Come una precisa linea costruita, in realtà assolutamente naturale, fatta di colonne altissime, accompagna il visitatore alle limpide acque salate del lago Lamarmora, profondo 9 metri e, nel punto massimo, lungo 100. Già dalla sua riva si può intravvedere l’incredibile spiaggia sabbiosa, chiamata “dei Ciottolini” in quanto fino a qualche anno fa composta da ghiaia e sassolini, al centro della quale si erge l’Acquasantiera, un’altissima stalagmite, di circa 2 metri, che ospita sulla sua sommità alcune vaschette, in cui viene raccolta acqua dolce, e che sono fonte di abbeveraggio per gli uccelli che nidificano nella zona. Come se non bastasse, sul fondo del lago si può ammirare un’altra caratteristica stalagmite, che, per la sua forma particolare, è denominata ‘Albero di Natale’.

Proseguendo del percorso fantastico, attraverso una discesa più dolce, si giunge alla Sala delle Rovine, ricca di stalattiti, colate e festoni calcitici, tramite i quali si passa alla zona centrale, la Sala della Reggia, fra i tanti, lo scenario forse più suggestivo, in cui si possono ammirare colate calcaree a canna d’organo alte fino a 18 metri che, elevandosi, formano due incredibili arcate, che sembrano voler reggere il soffitto. Da qui, in salita, si giunge ad un’altra meraviglia, la cosiddetta Sala Smith, che prende il nome dal capitano inglese che inizio l’esplorazione in questi luoghi, agli inizi dell’800: al suo centro, si può ammirare “Il Grande Organo”, un’ulteriore imponente colonna, anzi la maggiore della grotta, larga 50 metri per 4 ed alta ben 49. Verso la parete opposta, il soffitto si abbassa, sino all’ingresso di un’altra Sala stupenda, quella delle Trine e dei Merletti, ricchissima di colonnine calcaree, che sembrano rappresentare pizzi e ricami elaborati. L’itinerario finisce con la Tribuna della Musica, una formazione simile ad una vera e propria balconata, da dove non si può esimersi dall’affacciarsi per ammirare di nuovo, e da un’altra prospettiva, la Reggia, il Lago e la Spiaggia. Riservata ulteriormente ad abili speleosub, ed inibita invece ai turisti, una delle meraviglie più nascoste, la Grotta Verde, detta anche “Grotta dell’Altare”, con incredibili pareti rocciose, sul cui fondo, un laghetto riflette una perenne ed ammaliante luce smeraldina. Infine, nell’ampio sistema carsico, spicca la più grande cavità sommersa d’Europa, la Grotta di Nereo, per veri intenditori, in immersioni inimitabili.

Una nota mondana ricorda che le Grotte di Nettuno hanno fornito lo straordinario set cinematografico, nel lontano 1978, per il film ‘L’isola degli uomini pesce’, le cui scenografie richiamano i fantastici racconti di Jules Verne.

Orari e prezzi per l’ingresso

La visita alle grotte è consentita tutti i giorni, con orari diversi a seconda del periodo:

  • Da aprile al 17 settembre: dalle 9.00 alle 19.00
  • Dal 18 settembre al 31 ottobre: dalle 9.00 alle 18.00
  • Da novembre a marzo: dalle 10.00 alle 15.00

I costi del biglietto d’ingresso sono:

Adulti: € 13
Bambini sino ai 12 anni: € 7
Gruppi (min. 25 persone): € 9

Il battello, della Linea Grotte Navisarda, in partenza dal Porto di Alghero, (escluso l’ingresso alle grotte), prevede 16 € per gli adulti e € 8 per i bambini sino a 12 anni. In alternativa, per la Linea Grotte “Attilio Regolo”, i costi prevedono € 15 per gli adulti e € 7 per i più piccoli.

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