Göreme e i camini delle fate

Göreme i camini delle fate

Un viaggio verso un luogo surreale, un paesaggio che lascia senza fiato per la sua particolarità. Il turista che si addentra in questo luogo entrerà in una sorta di fiaba, in un posto magico che farebbe invidia a gnomi e fate. Un posto fatto da castelli rupestri, da pinnacoli, da torri, da crepacci, un vero e proprio labirinto. Siamo a Göreme, una città della Cappadocia, in Turchia, un villaggio scavato nella roccia, dal lento e costante lavoro di erosione che Madre Natura ha realizzato nell’arco temporale di qualche milione di anni, con la pazienza che solo lei riesce ad avere e con la bellezza che solo lei possiede. Attrezzatura utilizzata: sedimenti vulcanici, vento ed acqua. La mano umana non avrebbe mai potuto fare di meglio. Il risultato è una seri di pilasti, torri, obelischi alti fino a 40 mt.

Göreme i camini delle fate

Ma la caratteristica che sintetizza il capolavoro paesaggistico è Akdag alta 1325 mt. L’appellativo che questo posto si è conquistato è “I camini delle fate”, in effetti l’aspetto fiabesco supera di gran lunga quello più reale al quale siamo abituati. Santuari rupestri che testimoniano l’arte bizantina nel periodo post-iconoclasta. Città sotterranee, villaggi, grotte e rifugi prove di un vissuto remoto, risalente al 4 ° secolo. Nelle case scavate si conservano ancora immagini di quella che era la vita di allora. Ed intorno un paesaggio agricolo costellato da villaggi rurali. Tutto qui è suggestivo, tutto qui ha un aspetto irreale, fiabesco.

Göreme i camini delle fate

L’interesse per questa zona c’è sia sotto l’aspetto geologico e etnologico che sotto quello della bellezza incomparabile della decorazione dei santuari cristiani le cui caratteristiche rendono Cappadocia uno degli esempi principali di post-iconoclasta dell’arte bizantina, un meraviglioso esempio di centro monastico.

Göreme i camini delle fate
Il luogo è stato prima rifugio di anacoreti ed eremiti cristiani, poi di intere popolazioni che scavarono le loro abitazioni nel tufo, la zona si è trasformata in epoca bizantina in uno straordinario universo rupestre. La più popolata era, appunto, la valle di Goreme, dove sono state censite 365 chiese, alcune delle quali splendidamente affrescate. C’erano anche una decina di misteriose città sotterranee: Derinkuyu è la più grande, nove piani sovrapposti sotto il livello del suolo, in cui ci si rifugiava in caso di incursioni nemiche. E’ doveroso sottolineare che il Parco Nazionale di Goreme è stato aggiunto, nel 1985, al patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

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