Castro e Santa Cesarea: due perle del Salento

santa cesarea terme

Castro e Santa Cesarea si trovano sulla costa del mar Adriatico. La parte alta della città si erge sopra una roccia molto alta. Le sue origini sono molto antiche e i resti di mura messapiche sono state trovate in questi luoghi. Castro è stata una città romana e bizantina. Qui potete ammirare una cattedrale romanica (1171) molto bella. Castro Marina è incantevole, ha una graziosa piazzetta dove durante le serate estive i giovani rimangono fino a tardi e in qualche modo ricorda Capri.

Santa Cesarea prende il nome dalla leggenda di una bambina il cui nome era Cesarea, che aveva trovato rifugio nelle grotte per sfuggire dai desideri del padre. Cesarea è stata protetta dal mare: infatti, pur promettendo al padre di incontrarlo nella sua stanza, in realtà lei scese dalla finestra del cortile e scappò verso Castro. Quando suo padre lo scoprì, andò a Castro per prenderla, ma, lungo la strada, apparve una nuvola nera misteriosa e l’uomo malvagio annegò tra le onde. Proprio in quel luogo l’acqua iniziò a mandare un odore nauseabondo e ancora oggi è così (odore di zolfo). Da allora in poi, Santa Cesarea è diventata un noto centro termale: dalle quattro grotte (Fetida, Gattula, Solfatara e Solfurea), le grotte dove Cesarea aveva trovato rifugio, escono, ad una temperatura di 30 gradi, acque contenenti zolfo, iodio, litio e sale, utili per curare alcune malattie.

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Passeggiando sul lungomare, potrete ammirare il Palazzo Sticchi, con la sua architettura moresca e la sua grande cupola arancione. Recentemente un sacco di eleganti residenze sono state costruite alle spalle del centro storico, con la vista sul mare. A Santa Cesarea vale la pena di provare la piscina naturale, tra rocce scure e solide: il mare sbatte contro le rocce riempiendo la piscina. Poi si può andare alla pineta per godere di una splendida vista sul mare e sulle piccole case sulla costa.

Le grotte principali sono la Romanelli e la Zinzulusa. L’accesso al mare è facile da alcuni stabilimenti balneari che consentono di nuotare nel mare cristallino. Una delle spiagge da vedere è sicuramente quella di Porto Miggiano.

Andando verso l’interno, si passa attraverso luoghi caratterizzati da un’atmosfera calma e rilassata, con la semplicità delle persone che si incontrano insieme per scambiarsi la salsa di pomodoro e altri cibi fatti in casa.

Prima di arrivare a Minervino c’è il dolmen li Scusi, con le sue otto colonne. Il nome deriva dal termine dialettale che significa “nascosto”, proprio perché forse i dolmen avevano la funzione di nascondere qualcuno o qualcosa. Ma ciò che emerge durante la visita è che questa è una terra di duro lavoro, una terra in cui tutti lavorano di giorno, ma di notte si siedono tutti insieme a raccontare storie e leggende.

Arrivando a Giurdignano, un vecchio castello di Otranto, si possono ammirare gli splendidi affreschi della Cripta di San Salvatore (XI secolo) dove i monaci provenienti da Italia e Grecia andavano a pregare. Poi non vi potete perdere i dolmen e menhir: infatti, nei pressi di Giurdignano è presente la maggior parte dei dolmen e dei menhir presenti in Italia. Molti sono stati incorporati nelle case costruite fino al 1900. C’è proprio uno spazio con 25 megaliti, con dei simboli sacri incisi in epoca cristiana.
Le Tavole di San Giuseppe è un evento molto importante, dove le famiglie più devote della città si riunivano il 18 marzo per onorare il santo. In serata, dopo la processione e la benedizione, aprono le loro case ai visitatori offrendo loro un tipo di pane chiamato “pucce”.

Un altro luogo importanti a livello artistico a Giurdignano è l’abbazia paleocristiana delle 100 porte, così chiamata per l’elevato numero di finestre (nel VII secolo, probabilmente, era un monastero). Non dovete poi dimenticare l’imponente castello del XVI secolo.

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