5 località di montagna da vedere in Friuli

Dalle Dolomiti Friulane fino alle Alpi sul confine tra Austria e Slovenia, se non sapete dove andare e cosa fare in questa splendida regione, ecco un decalogo delle dieci località di montagna assolutamente da vedere in Friuli Venezia Giulia per chi ama la montagna.

Non importa se è primavera, estate, autunno o inverno: la montagna regala emozioni sempre fortissimi, dai prati fioriti primaverili, la frescura che ci salva dall’estate torrida, l’autunno con i suoi colori e odori di bosco bagnato, per non parlare della magia d’inverno, il suo silenzio e la neve.

Allora bando alle ciance, allacciati gli scarponi e imbraccia lo zaino, che si parte…almeno mentalmente ad organizzare la prossima uscita fuori porta.

Ragionerei questa mini guida indicandone i comuni, così da invogliare e stimolare anche le persone del posto a scoprire paesaggi nelle zone limitrofe alle città, per poter davvero staccare la spina dalla quotidianità e riuscire in poche ore a sentirsi in vacanza.

Carso triestino (Trieste) – una vista dalle montagne al mare

Il Carso triestino è una combinazione di natura e storia in grado di portare alla memoria i luoghi della grande guerra – se ci spingiamo lungo il Carso isontino – ma prima di tutto regalare un grandissimo contrasto visivo tra la flora e la fauna autoctoni e la durezza e freddezza della roccia e la pietra che caratterizzano il paesaggio geologico.

Il clima è un’altra curiosità di questo altopiano, poiché a cavallo tra quello atlantico e quello continentale, creando dei veri e propri microclimi che permettono la nascita e la sopravvivenza di peculiari fiori e piante nelle sue specie, diversificando il paesaggio davanti ai nostri occhi.

Una landa di rara bellezza, caratterizzato anche dalla presenza di svariati punti di interesse culturale e storico collocato in una zona di confine per il nostro Bel Paese.

Nei pressi di Sgonico, oltre che apprezzare l’arte culinaria tra specialità locali, vini bianchi e olio extravergine d’oliva, si può scoprire un vero e proprio mondo sotterraneo, la Grotta Gigante: un’eccezionale fenomeno carsico di stalattiti e stalagmiti dalle dimensioni davvero irreali; stiamo parlando della più grande cavità turistica al mondo, con un’ampiezza totale da poter contenere la Basilica di San Pietro.

Monte Lussari (Tarvisio) – dividersi tra religione e sport

Monte Lussari

Si trova a 1789 metri sopra il livello del mare e sicuramente non è questo il dato che lo caratterizza, nonostante dalla cima di possa godere di uno splendido panorama. Questo luogo deve la sua notorietà principalmente al convento conosciuto anche come Santuario dei Tre Popoli, in quanto la sua localizzazione permette il pellegrinaggio per i fedeli di tutte e tre le nazionalità confinanti, quindi austriaci, sloveni ed italiani.

Un luogo di preghiera attivo sin dal XVI secolo, nonostante le varie vicessitudini negative, come bombardamenti, fulmini feroci e danneggiamenti vari. Si narra che la prima cappella, di cui non vi è traccia alcuna oramai, venne costruita nel 1360 esattamente nel luogo in cui venne ritrovata una statuetta della Madonna col Bambino.

Ma se non siete religiosi non preoccupatevi, lo scenario di cui possono godere i vostri occhi, ne giustifica la scarpinata. E se non amate faticare, non preoccupatevi perché anche i più pigri possono raggiungere la location grazie ad una comoda telecabina.

In inverno il Santuario viene avvolto in un’aurea magica, grazie alla candida neve bianca, ma non dovete temere il freddo o la noia, se amate l’avventura e il movimento, potete anche cimentarvi nella discesa di piste da sci, poiché Lussari è anche una stazione sciistica.

Monte Zoncolan (Sutrio) – il monte dell’ascesa

Posto tra i comuni di Sutrio, Ovaro e Ravascletto è uno dei territori più importanti per il mondo sciistico della regione, con oltre 30 km di piste dalle varie difficoltà di discesa. Ma perché parlare di sci e di discese, quando questo monte si ricorda per lo più per il ciclismo e il suo passaggio con il Giro d’Italia? Era il 2003 e lo Zoncolan aveva fatto capolino all’interno della più amata competizione ciclistica italiana. Le sue pendenze sono ostiche e i tornanti davvero pochi, oltre che essere stretti e ripidi, così da soprannominare questo monte con il nome di Kaiser: il re…il re delle pendenze, spesso superiori al 15% e come ricorda Gilberto Simoni, in una sua intervista: “il tratto più facile dello Zoncolan è di pari difficoltà ai tratti più impegnativi dell’intero Tour de France”.

Beh non è solo il noto ciclista a dirlo, anche le gare di running, approdate nel 2010, ne confermano l’impegno e ne aumentano anche la difficoltà, facendo gareggiare i corridori al buio e senza informarli del tempo che hanno impiegato gli altri concorrenti.

Passo di Pramollo (Pontebba) – laghetto per tutti

Si tratta del secondo valico automobilistico alpino più alti del Friuli, posto a 1.530 m, che collega l’Italia e l’Austria.

Curiosità di questo posto è il suo toponimo, che allude alla presenza di zone paludose. Infatti il termine Pramollo deriva dal concetto “prato mollo”, che in anche nella lingua di confine, ha la medesima accezione. Probabilmente non a caso, in prossimità del passo, vi è un proprio un laghetto alpino, per tornare al toponimo. Il laghetto è attorniato da un sentiero per passeggiate o mountain bike, che in inverno si tramuta in una pista da fondo completamente gratuita e accessibile a principianti e professionisti.

Monte Matajur (Savogna d’Isonzo) – parola d’ordine: osservare

Si crede che il Monte Matajur fu scalato dal re longobardo Alboino per poter ammirare le zone fertili delle pianure friulane, che avrebbe invaso da li a poco. Di fatti, dalla cima si può ammirare un panorama senza eguali, che prende il Carso, l’Istria, la laguna di Grado e varie cime per arrivare a vedere anche le Dolomiti. Nelle giornate particolarmente limpide è possibile avvistare Venezia e se si ha una vista da falco anche i Colli Euganei.
Da qualche anno è stato inaugurato anche un osservatorio astronomico, proprio a ridosso della cima del Monte, ovviamente per scopi scientifici e utilizzato anche a fini didattici.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *